.. e putroppo ne sta seguendo le orme.
Se il primo, agli albori del suo delirio nazionalista calamitava il consenso delle masse rurali con prove di forza fisica, come la traversata dello Stretto di Sicilia, oppure lavorando nei campi e mietendo il grano, il secondo ha un obiettivo sociale di altra portata.
L'Italiano medio del XXI secolo é ben diverso da quello di cento anni prima.
Oggi l'elettore di Salvini non sogna di avere un buon raccolto e sfamare la famiglia, magari mandare a scuola i figli, comunque vivere con la pancia piena.
L'Italiano medio di oggi sogna di mangiare e bene senza freni, di possedere belle donne in quantitá, di non lavorare mai e soprattutto di usare a proprio il vantaggio tutto il potere che possiede.
Possibilmente per procurarsi molto denaro.
Non c'era una morale allora, e non c'é neppure oggi.
Ed é forse questo il male peggiore per la societá italiana, il mancato radicamento di valori sociali condivisi.
La politica, per definizione, non fa altro che fotografare il nostro essere e irretirci per ottenere il nostro consenso.
Salvini non fa altro che dire agli Italiani quello che vogliono sentirsi dire:
«Sono un uomo di successo, ho tutto quello che volete e se mi votate lo faró avere anche a voi»
Questo é il male sotteso nel nostro quotidiano, non piú una classe dirigente "paterna" che educa, non piú Einaudi o Pertini, non piú uomini di grande statura come Berlinguer o De Gasperi.
La politica di oggi é fatta dall'Italiano medio, quello che esige dagli altri il rispetto delle regole che non chiede a sé stesso.
Ed e questo che mi spaventa, l'idea che il mio vicino di casa un po' ubriacone e razzista, possa diventare capo supremo di una nazione smemorata, che solo a quel punto si ricorderá che avrebbe dovuto tutelare la libertá collettiva e il piacere di vivere insieme in armonia.
appunti semi-lucidi di un autore che, dopo essere stato geometra ed essersi ingraziato Platone, cerca operosamente una via di uscita dalla realtà.
mercoledì 31 luglio 2019
venerdì 28 giugno 2019
Adam Smith non aveva capito nulla del XXI secolo.
... forse perché visse nel XVIII secolo, ma questi sono dettagli.
Certamente il mondo è radicalmente cambiato da quello in cui economisti e filosofi della sua generazione si incontravano a Glasgow o Edimburgo.
Al tempo l'economia e le ricchezze erano completamente nelle mani di una élite di persone dai nobili natali, l'industria era in embrione e i computer nemmeno erano una teoria.
Adam Smith nasce nel secolo dei lumi, in cui la filosofia dalla Germania alla Scozia, inizia ad interrogarsi seriamente sul ruolo dell'uomo nell'universo. Certo siamo ben lontani dal "Dio è morto" di Nietzsche del 1900, ma l'uomo diventa attore e non convenuto, autonomo più che mai e in grado di ottenere ciò che desidera.
Per Adam Smith le persone sono assolutamente in grado di percepire e difendere i propri interessi economici e sociali, ovvero coloro che hanno accesso a sufficienti quantità di denaro hanno sufficiente istruzione e conoscenza per poter prendere decisioni assennate e consapevoli.
Da qui parte tutta la sua, e nostra, teoria economica. Tutto si fonda sull'assunto che saremo capaci di decidere.
Poi arrivò Freud e ci spiegò che non siamo esseri razionali;
Poi arrivò Jung che ci disse che non siamo neppure così singolari;
Poi arrivò la società dei consumi a farci sentire ricchi.
Poi arrivò il Neuro-marketing e scoprimmo di essere poco più che pedine.
La comparsa dei Social Network non è che la "prova provata" che la maggioranza delle persone che ha oggi accesso al denaro, seppure in limitatissime quantità, non è assolutamente in grado di prendere decisioni svincolate dall'influenza esterna.
Siamo così considerati attori autonomi nell'economia di mercato, ma siamo influenzati dalle tendenze e dalle mode, dall'opinione altrui e dall'influenza inconscia che scientificamente ci viene inoculata con raffinate strategie di marketing.
Ed è qui che, agli albori del XXI secolo, ci si è resi conto che Adam Smith andava pensionato.
Non credo che ci sia molto altro da dire, se non che il paradigma di indipendenza e autonomia non è più attuale.
Prova di questa mia affermazione è lo scandalo elettorale USA in cui i dati personali degli elettori sono stati usati per influenzare attraverso la pubblicità personalizzata, le loro intenzioni di voto.
Il totem della democrazia, la capacità decisionale del singolo che unita a quella degli altri fornisce un risultato soddisfacente, è andato in mille pezzi.
La gente non è razionale, non è competente, non è in grado di gestire i propri affari.
Solo che non lo si può dire.
Il corto circuito del consumismo è servito, un nuovo classismo si profila all'orizzonte, quello in cui chi avrà sufficiente cultura e mezzi economici potrà prendere decisioni utili, mentre agli altri sarà lasciata solo una mera illusione di felicità neuro-inoculata.
Forse per vivere dentro Matrix non serve essere rinchiusi in un alveare.
Forse è sufficiente guardare i prodotti della nostra società.
Forse l'antidoto alla stupidità sta nel pensiero laterale, ironicamente quello che le macchine non hanno.
Forse per essere felici è sufficiente restare umani.
Certamente il mondo è radicalmente cambiato da quello in cui economisti e filosofi della sua generazione si incontravano a Glasgow o Edimburgo.
Al tempo l'economia e le ricchezze erano completamente nelle mani di una élite di persone dai nobili natali, l'industria era in embrione e i computer nemmeno erano una teoria.
Adam Smith nasce nel secolo dei lumi, in cui la filosofia dalla Germania alla Scozia, inizia ad interrogarsi seriamente sul ruolo dell'uomo nell'universo. Certo siamo ben lontani dal "Dio è morto" di Nietzsche del 1900, ma l'uomo diventa attore e non convenuto, autonomo più che mai e in grado di ottenere ciò che desidera.
Per Adam Smith le persone sono assolutamente in grado di percepire e difendere i propri interessi economici e sociali, ovvero coloro che hanno accesso a sufficienti quantità di denaro hanno sufficiente istruzione e conoscenza per poter prendere decisioni assennate e consapevoli.
Da qui parte tutta la sua, e nostra, teoria economica. Tutto si fonda sull'assunto che saremo capaci di decidere.
Poi arrivò Freud e ci spiegò che non siamo esseri razionali;
Poi arrivò Jung che ci disse che non siamo neppure così singolari;
Poi arrivò la società dei consumi a farci sentire ricchi.
Poi arrivò il Neuro-marketing e scoprimmo di essere poco più che pedine.
La comparsa dei Social Network non è che la "prova provata" che la maggioranza delle persone che ha oggi accesso al denaro, seppure in limitatissime quantità, non è assolutamente in grado di prendere decisioni svincolate dall'influenza esterna.
Siamo così considerati attori autonomi nell'economia di mercato, ma siamo influenzati dalle tendenze e dalle mode, dall'opinione altrui e dall'influenza inconscia che scientificamente ci viene inoculata con raffinate strategie di marketing.
Ed è qui che, agli albori del XXI secolo, ci si è resi conto che Adam Smith andava pensionato.
Non credo che ci sia molto altro da dire, se non che il paradigma di indipendenza e autonomia non è più attuale.
Prova di questa mia affermazione è lo scandalo elettorale USA in cui i dati personali degli elettori sono stati usati per influenzare attraverso la pubblicità personalizzata, le loro intenzioni di voto.
Il totem della democrazia, la capacità decisionale del singolo che unita a quella degli altri fornisce un risultato soddisfacente, è andato in mille pezzi.
La gente non è razionale, non è competente, non è in grado di gestire i propri affari.
Solo che non lo si può dire.
Il corto circuito del consumismo è servito, un nuovo classismo si profila all'orizzonte, quello in cui chi avrà sufficiente cultura e mezzi economici potrà prendere decisioni utili, mentre agli altri sarà lasciata solo una mera illusione di felicità neuro-inoculata.
Forse per vivere dentro Matrix non serve essere rinchiusi in un alveare.
Forse è sufficiente guardare i prodotti della nostra società.
Forse l'antidoto alla stupidità sta nel pensiero laterale, ironicamente quello che le macchine non hanno.
Forse per essere felici è sufficiente restare umani.
venerdì 1 marzo 2019
Come finisce una democrazia
... male, finisce sempre male.
Succede che sia stato pubblicato un comunicato stampa del Consiglio dei Ministri che appare incredibile e sembra decretare l'inizio della fine della democrazia in Italia.
Il Parlamento italiano ha dato delega al CdM con il decreto "semplificazioni", di occuparsi di riforme in ambito:
Succede che sia stato pubblicato un comunicato stampa del Consiglio dei Ministri che appare incredibile e sembra decretare l'inizio della fine della democrazia in Italia.
Il Parlamento italiano ha dato delega al CdM con il decreto "semplificazioni", di occuparsi di riforme in ambito:
- attività economiche e sviluppo economico;
- energia e fonti rinnovabili;
- edilizia e governo del territorio;
- ambiente;
- acquisto di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni;
- cittadinanza e innovazione digitale;
- servizio civile universale e soccorso alpino;
- prevenzione della corruzione, obblighi di pubblicità, trasparenza, diffusione di informazioni da parte della pubblica amministrazione;
- giustizia tributaria e sistema tributario e contabile dello Stato;
- tutela della salute.
A guardare nel dettaglio il Governo potrà ora mettere mano a TUTTI gli aspetti più delicati della società e della gestione pubblica.
Potrà riformare le norme sugli appalti, potrà occuparsi di edilizia e appalti pubblici, potrà riformare il servizio civile e militare e non di meno il Codice civile che come sappiamo regola i rapporti tra noi tutti.
L'Italia è ad un bivio
Credo che la strategia del Governo porterà quasi certamente ad una frammentazione delle materie a livello regionale e la conseguenza sarà un insanabile divario economico tra Nord e Sud, con conseguente uscita del Sud dalla UE.
L'Italia come unità nazionale è forse all'inizio della fine?
Dare al Governo, composto da correnti certamente poco democratiche, un tal potere di riforma e così tante deleghe allo stesso momento, può aprire le porte ad un futuro confuso di conflitti normativi tra le leggi dello Stato e la Costituzione e soprattutto tra le leggi e la Commissione Europea, il che potrebbe aumentare l'euro-scetticismo e aprire la strada ad una secessione.
L'Italia di oggi appare frammentata
Si leggono rivelazioni relative ad un possibile accordo commerciale tra un Ministro dello Stato e una nazione estera, al fine di lavorare contro l'integrazione europea.
L'altro partito di maggioranza sembra aver deciso di creare un sistema politico avulso da quello ufficiale in cui gestire torbidamente questioni delicate circa la struttura democratica dello Stato.
La lotta al anti-stato, alla criminalità, sembra sospesa e le forze dell'ordine abbandonate a loro stesse senza coordinamento.
L'altro partito di maggioranza sembra aver deciso di creare un sistema politico avulso da quello ufficiale in cui gestire torbidamente questioni delicate circa la struttura democratica dello Stato.
La lotta al anti-stato, alla criminalità, sembra sospesa e le forze dell'ordine abbandonate a loro stesse senza coordinamento.
Dove la legalità è sospesa vige la legge del più forte, che spesso è solo il più spietato
La regionalizzazione dell'Italia darà ancora più spazio all'intolleranza e l'antisemitismo e avvantaggerà chi ha intessuto reti locali di influenza.
L'economia nazionale andrà a picco e a beneficiarne saranno solo gli interessi politici di una minoranza.
L'economia nazionale andrà a picco e a beneficiarne saranno solo gli interessi politici di una minoranza.
La criminalità avrà gioco facile nell'imporsi e nel dettare le proprie regole.
L'Italia sembra essere crollata sul finale, quando la lotta alla mafia sembrava vinta e lo Stato unito pronto per entrare nella più grande Europa, è sparito tutto il resto ed essere Italiani sarà sempre più e solo un'idea personale, quella che Von Metternich definiva in maniera irridente "un'espressione geografica".
mercoledì 9 gennaio 2019
Brexit e Worldexit
... ovvero gli equilibri nel mondo stanno cambiando, ma sembra che in Europa non se ne sia accorto nessuno.
E così la Brexit non è che un esempio di come la gente comune in Europa non colga la necessità di evolvere.
E' una situazione ricorrente, ciclica e ignorante dei trascorsi storici che potrebbero aiutare la società ad evolvere invece di riproporre schemi circolari.
E così l'Europa Unita si disgrega mentre la Repubblica Popolare Cinese corre a velocità della luce verso una nuova crisi interna.
Nel frattempo la Cina cancella il debito di alcuni paesi africani e investe in infrastrutture dal sapore coloniale.
Li aiutano a casa loro
Perché possono aiutarli per davvero, giacché hanno un surplus rilevante e intendono investirlo.
Usano una politica non dissimile da quella che gli Americani adottarono in Italia dopo aver portato da noi la loro democrazia.
Le conseguenze per l'Europa saranno una marginalizzazione economica e una crescente importanza del turismo asiatico.
Per le prossime generazioni guardare verso Oriente o verso l'Africa sarà necessario, ben più che rivolgersi agli USA e alla loro politica espansionistica fortemente in crisi.
Le nuove generazioni commerceranno con l'Oriente e andranno a costruire infrastrutture in Africa.
Importeranno prodotti finiti "Made in Africa" da società cinesi ed esporteranno know how, per un po', fino a quando non andranno invece a studiare nelle università asiatiche.
Eppure cerchiamo ancora di creare una piccola Europa fatta di staterelli isolati.
Una rinnovata medievale Italia dei comuni, ci rammenta un tempo che ne ha segnato la storia per secoli e minato la sua rilevanza internazionale fino al XX secolo.
Sembra giunto il momento di unire veramente e con vigore le nostre forze e creare qualcosa di grande che possa resistere al futuro, di pensare a fare un passo indietro oggi che sia la rincorsa per un futuro migliore.
Ma non è quello che gli Europei stanno facendo.
E' davvero l'Europa destinata a un ruolo secondario nel mondo?
Lo scopriremo quando avremo potremo vivere là dove tutto oggi vibra e cresce, ma solo dopo aver imparato il mandarino.
E così la Brexit non è che un esempio di come la gente comune in Europa non colga la necessità di evolvere.
E' una situazione ricorrente, ciclica e ignorante dei trascorsi storici che potrebbero aiutare la società ad evolvere invece di riproporre schemi circolari.
E così l'Europa Unita si disgrega mentre la Repubblica Popolare Cinese corre a velocità della luce verso una nuova crisi interna.
Nel frattempo la Cina cancella il debito di alcuni paesi africani e investe in infrastrutture dal sapore coloniale.
Li aiutano a casa loro
Perché possono aiutarli per davvero, giacché hanno un surplus rilevante e intendono investirlo.
Usano una politica non dissimile da quella che gli Americani adottarono in Italia dopo aver portato da noi la loro democrazia.
Le conseguenze per l'Europa saranno una marginalizzazione economica e una crescente importanza del turismo asiatico.Per le prossime generazioni guardare verso Oriente o verso l'Africa sarà necessario, ben più che rivolgersi agli USA e alla loro politica espansionistica fortemente in crisi.
Le nuove generazioni commerceranno con l'Oriente e andranno a costruire infrastrutture in Africa.
Importeranno prodotti finiti "Made in Africa" da società cinesi ed esporteranno know how, per un po', fino a quando non andranno invece a studiare nelle università asiatiche.
Eppure cerchiamo ancora di creare una piccola Europa fatta di staterelli isolati.
Una rinnovata medievale Italia dei comuni, ci rammenta un tempo che ne ha segnato la storia per secoli e minato la sua rilevanza internazionale fino al XX secolo.
Sembra giunto il momento di unire veramente e con vigore le nostre forze e creare qualcosa di grande che possa resistere al futuro, di pensare a fare un passo indietro oggi che sia la rincorsa per un futuro migliore.
Ma non è quello che gli Europei stanno facendo.
E' davvero l'Europa destinata a un ruolo secondario nel mondo?
Lo scopriremo quando avremo potremo vivere là dove tutto oggi vibra e cresce, ma solo dopo aver imparato il mandarino.
giovedì 3 maggio 2018
Avere di nuovo un lavoro
... dopo non averlo avuto per un po'.
In ventotto anni di esperienza lavorativa non ero mai stato disoccupato. Ho passato gli ultimi quattro mesi, salvo una piccola pausa, in terra irlandese, senza conoscere praticamente nessuno, senza sapere la lingua, senza conoscere il posto e senza un lavoro.
Ah, se penso a tutti quelli che mi hanno insultato e parlato alle spalle.
Mi sono state dette le peggio cattiverie da quando abbiamo deciso di venire a vivere qui e ora che la matassa si sta dipanando il mio cuore si svuota dell'ansia e si ricolma di gioa.
Certo nulla è terminato, questo è solo un piccolo inizio, ma nulla può avverarsi se non la si inizia a realizzare.
Per la vita che ho e che ho avuto, se vivessi per rifarmi sugli altri sarei così tronfio da camminare a un metro da terra.
E invece cammino a duecento metri da terra, perché nessuna di queste persone è riuscita a frenarmi e a farmi fallire.
Posso non dire grazie ad Antonella che ha condiviso e supportato tutte le mie visioni?
La mia felicità viene tutta da lei vero catalizzatore della mia essenza.
Ogni mio recente successo porta la sua firma ed è suo quanto mio.
Resto fermo e mi lascio lambire dalla brezza irlandese mentre cerco di mandare il mio cuore al di là del mare, vicino al tuo così che battano insieme.
Guardo ad un radioso futuro in Hibernia, a tutto quello che l'Italia non solo non mi ha dato, ma mi ha preso. Al riscatto dopo un'adolescenza difficile e una famiglia che ha saputo solo disprezzarmi.
Penso a Lao Tsu e per cui l'essenza delle cose è nel vuoto, mentre il tangibile è solo un contenitore.
Mi godo questo momento eterno, assaporo il dolce gusto della gioia.
E penso ad una frase, epica ed eroica, del grande Vince Lombardi:
In ventotto anni di esperienza lavorativa non ero mai stato disoccupato. Ho passato gli ultimi quattro mesi, salvo una piccola pausa, in terra irlandese, senza conoscere praticamente nessuno, senza sapere la lingua, senza conoscere il posto e senza un lavoro.
Ah, se penso a tutti quelli che mi hanno insultato e parlato alle spalle.
Mi sono state dette le peggio cattiverie da quando abbiamo deciso di venire a vivere qui e ora che la matassa si sta dipanando il mio cuore si svuota dell'ansia e si ricolma di gioa.Certo nulla è terminato, questo è solo un piccolo inizio, ma nulla può avverarsi se non la si inizia a realizzare.
Per la vita che ho e che ho avuto, se vivessi per rifarmi sugli altri sarei così tronfio da camminare a un metro da terra.
E invece cammino a duecento metri da terra, perché nessuna di queste persone è riuscita a frenarmi e a farmi fallire.
Posso non dire grazie ad Antonella che ha condiviso e supportato tutte le mie visioni?
La mia felicità viene tutta da lei vero catalizzatore della mia essenza.
Ogni mio recente successo porta la sua firma ed è suo quanto mio.
Resto fermo e mi lascio lambire dalla brezza irlandese mentre cerco di mandare il mio cuore al di là del mare, vicino al tuo così che battano insieme.
Guardo ad un radioso futuro in Hibernia, a tutto quello che l'Italia non solo non mi ha dato, ma mi ha preso. Al riscatto dopo un'adolescenza difficile e una famiglia che ha saputo solo disprezzarmi.
Penso a Lao Tsu e per cui l'essenza delle cose è nel vuoto, mentre il tangibile è solo un contenitore.
Mi godo questo momento eterno, assaporo il dolce gusto della gioia.
E penso ad una frase, epica ed eroica, del grande Vince Lombardi:
«Credo fermamente che l'ora più bella per ogni uomo, la completa realizzazione di tutto quello che gli sta più a cuore, sia il momento in cui, avendo dato l'anima per una buona causa, egli giace esausto sul campo di battaglia. Vittorioso.»
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