... in un vuoto circolare e perpetuo in cui i cavalli governano.
Caio Giulio Cesare Augusto Germanico, altresì noto con il nomignolo di Caligola, fu un imperatore romano del primo secolo.
Lo si ricorda soprattutto per l'episodio in cui decise di nominare senatore il proprio cavallo Incitatus quale atto di denigrazione nei confronti del senato.
A me sembra che sia quello che accade oggi
Con la sola eccezione che di cavalli in parlamento ce ne sono molti di più, e addirittura ci possiamo trovare qualche asino.
Succede che, dopo svariati decenni di suffragio universale in cui la politica si costruiva sul territorio, mediante la creazione di istituzioni locali atte a concentrare in consenso, sindacati, centri ricreativi, cooperative, attività sociali, scuole e altro, il sistema sociale cambi di punto in bianco.
L'arrivo dell'era dell'informazione e dei social network cambia il fulcro di aggregazione sociale. I partiti neppure se ne rendono conto e continuano ad impiegare energie sul territorio mentre inseguono il modello di comunicazione che ha reso vincente Berlusconi quindici anni prima.
E' il 2009 e nella stanza dei bottoni di una piccola società di comunicazione, i Casaleggio teorizzano e realizzano il punto d'unione del nuovo millennio. Organizzano una mini società virtuale basata sul dissenso. Ingaggiano/coinvolgono Beppe Grillo, comico emarginato dalla classe dirigente che si esibisce in secondo piano, e lo mandano alla carica.
Il carisma di Grillo è travolgente e in pochi anni concentra intorno al progetto sociale dei Casaleggio una folla incredibile.
Da lì la scalata politica è tutta in discesa, poiché i partiti tradizionali non ne comprendono la portata (famosa è la dichiarazione di Fassino in cui incita Grillo a fondare un partito) e continuano a distaccarsi dal contesto sociale in cui dovrebbero acquisire consensi.
Con un balzo e senza alcuna soluzione di rilievo, cavalchiamo una crisi che appare infinita e ci troviamo al 2018.
Il sistema partitico, conscio del rischio di poter dare l'Italia in mano ai "populisti" cambia la legge elettorale in fretta, ripristinando il sistema proporzionale, che come da previsioni ingessa il Paese.
E così nell'attesa del prossimo governo tecnico, con annesso bagno di sangue fiscale, ragioniamo sugli attori di questa politica.
Da sinistra a destra, anzi meglio in ordine sparso, abbiamo Renzi, Salvini, Berlusconi, Di Maio, Fassino, Fedeli, Lorenzin, Bersani, Fico, Boldrini, Bonino, Taverna, Franceschini e chi più ne ha più ne metta.
Di questi nessuno ha la statura di un uomo politico. Nessuno di loro può definirsi uno statista, men che meno un leader politico degno di tal nome.
E' allora che mi tornano alla mente Caligola e il suo Incitatus.
Penso che più che un uomo forte e dispotico che denigra la rappresentanza democratica, avremmo bisogno di rappresentanti del popolo che si distinguessero per virtù, non per clientele o per protagonismo.
E' pericoloso lasciare alla propaganda equestre il governo della nazione.
E' spaventoso vedere sì tanti somari sedere sugli scranni parlamentari.
E' temerario dover scegliere fra loro chi prenderà per mano la nazione nel prossimo futuro.
E' ironico che l'ignoranza elettorale abbia in ultimo portato l'ignoranza al potere.
Non c'è futuro per questa nazione, solo un perpetuo agire in circolo, una lenta spirale di degrado e disfacimento di cui non si vede la fine. Una vertigine apparentemente infinita.
Il mio regno per un cavallo!
Dice un personaggio shakespeariano ed è in fondo ciò che ci serve, una via d'uscita umile, quasi pavida, da una condizione disperata e senza via di scampo.
Il mio regno per un cavallo!
E' quello che ho chiesto io, non già per salvare la mia vita, ma per poterne dare una alle mie figlie.
Il mio regno per un cavallo!
Ma che non sia Incitatus o peggio che non sia uno dei nostri garruli somari parlamentari.
appunti semi-lucidi di un autore che, dopo essere stato geometra ed essersi ingraziato Platone, cerca operosamente una via di uscita dalla realtà.
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sabato 21 aprile 2018
sabato 22 luglio 2017
la Penisola in via di estinzione
... perché questo è l'Italia, una bella addormentata della Storia che si consuma nel sonno.
Sarebbe troppo facile fare una speculazione sulla situazione politica attuale, sull'impossibilità di governare il Paese, sull'incapacità di trovare soluzioni.
Sarebbe davvero troppo facile
Ed è quello che in un modo o nell'altro fanno tutti quando tentano di addossare agli altri le colpe dei propri fallimenti.
Io invece credo che il problema dell'Italia sia tipicamente uno e uno solo
La pigrizia.
E' un Paese che offre ottimi spunti in tanti ambiti, ma che non ha saputo cogliere gli stimoli per evolvere e seguire con il giusto approccio l'evoluzione della comunità globale avvenuta in questi ultimi trent'anni.
L'Italia è rimasa al palo, si è accontentata del proprio essere fulcro della Cristianità, di essere il centro della moda, di essere meta turistica di prim'ordine, di essere partner strategico per la NATO e ha finito per perdere tutto questo.
L'Italia guarda sempre indietro e con il passare del tempo lo fa sempre di più.
Per corroborare la mia teoria e sintetizzarne gli effetti nefasti racconterò la breve storia della legge, 7 agosto 1990, n. 241 anche detta "Nuove norme sul procedimento amministrativo"
Questa norma è la pietra angolare dell'odierno funzionamento della Pubblica amministrazione e ha segnato un cambiamento epocale poiché ha segnato il cambiamento di un'epoca.
Padre di questa allora avveniristica concezione fu il giurista Mario Nigro che morì peraltro prima che questa legge vedesse la luce.
Con questa norma lo Stato si metteva al servizio del cittadino e non più il contrario, la pubblica amministrazione deve semplificare la vita del cittadino.
E già lo si comprende dal primo articolo "Princípi generali dell'attività amministrativa"
comma 1. L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza [aggiunto in seguito], secondo le modalità previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonché dai princípi dell'ordinamento comunitario [aggiunto in seguito].Tralascio il fatto che per oltre dieci anni dalla sua pubblicazione questa norma è rimasta, nel nostro quotidiano, lettera morta, vorrei soffermarmi invece sul fatto che ancora oggi ci sono enti dello Stato che agiscono ignorandone i principi e creando adempimenti capziosi il cui fine ultimo è quello di procrastinare la conclusione dell'iter procedurale.
(comma così modificato dall'art. 1, comma 1, legge n. 15 del 2005 poi dall'art. 7, comma 1, legge n. 69 del 2009)
comma 2. La pubblica amministrazione non può aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell’istruttoria.
E' pur vero che spesso questi adempimenti derivano dal tentativo del dirigente o dell'impiegato di limitare la propria reponsabilità diretta, poiché questa è vista, nella pubblica amministrazione, come il male assoluto giacché rende tracciabile un risultato ed espone il singolo alle conseguenze delle proprie azioni.
Altrettanto di frequente, però, l'escamotage di incrementare gli adempimenti per il cittadino è un modo per giustificare il proprio lavoro, oppure di concedere all'addetto un potere arbitrario nei confronti di un malcapitato e in ultimo può essere volto a nascondere lacune tecniche dello stesso addetto.
Il risultato finale è che quasi ogni azione dell'Amministrazione si traduce in un aggravio di documenti, adempimenti, allegati a procedure telematiche nate apposta per ridurli.
Faccio un esempio
Ancora oggi, nell'anno del Signore 2017, si richiede sistematicamente l'allegazione di una "copia fotostatica del documento di identità in corso di validità" perfino per gli adempimenti telematici facendo riferimento ad un DPR, il 445 del 2000 entrato in vigore ormai dal 2012, come sempre con tempi ridicoli per qualsiasi contesto normale.
E' davvero sensato che la pubblica amministrazione mi chieda copia di un documento che essa stessa emette e che usi la mia fotocopia per verificarne l'autenticità?
E' davvero sensato in un'epoca di firme digitali, pin, SPID e quant'altro?
E' davvero utile stampare la copia fotografica di un tesserino elettronico (la nuova carta d'identità elettronica o il nuovo passaporto) contenente dati come le impronte digitali?
E' tutto coerente con una pubblica amministrazione che vive separata dalla realtà, dove nel 2000, in piena esplosione della "new economy" si è pensato di fare riferimento a tecnologie in uso da oltre venti anni, come la fotocopia e allo stesso modo iniziare a diffondere le email, tecnologia di pubblica utilità dai primi anni novanta del XX secolo, sopo dopo il 2010.
Cosa ha a che fare tutto questo con l'idea di pubblica amministrazione che ci siamo dati nel lontano 1990?
E' davvero impossibile stare al passo con i tempi ed usare concetti attuali invece di andare a pescare dai meandri della storia?
E' realmente impossibile
Non per la carenza di menti capaci di vedere il mondo in tempo reale, ma per l'assenza di dinamismo all'interno delle istituzioni e del sistema sociale.
Siamo così refrattari al cambiamento, così ancorati alle nostre sicurezze, che ogni innovazione ci spaventa e così
Conserviamo le nostre istituzioni ottocentesche, in alcuni casi ancora napoleoniche
Conserviamo la nostra idea di mondo che ignora l'avvento dell'era dell'informazione
Continuiamo a mandare fax di carta con allegate le fotocopie di documenti digitali
Siamo un popolo pigro che spera, in maniera del tutto infondata, di fermare il cambiamento attraverso l'inedia e il rifiuto del cambiamento stesso.
Siamo il prototipo perfetto di un mondo in via d'estinzione.
mercoledì 27 luglio 2016
Pinocchio e le assurdità quotidiane
Mentre a Roma governano gli "onesti" (M5S) che però sembra siano collusi con l'imprenditoria locale, nello specifico vengono forniti dal PD informazioni circa la vicinanza di alcuni esponenti di rilievo del Movimento Cinque Stelle ad imprenditori del settore ambientale;
Mentre negli USA il candidato presidente (Trump) inneggia allo spionaggio internazionale affinché il Governo russo rubi i documenti della sua avversaria politica;
Mentre il Parlamento italiano è paralizzato in una riforma elettorale senza senso e senza numeri che porterà ad un referendum e per cui ogni risultato sarà una sconfitta, perché diciamocelo, se a novembre vince il sì e passa questa riforma elettorale i prossimi parlamenti saranno una barzelletta, ma se non passa continueranno ad essere una disperazione;
Mentre il Governo si appresta a finanziare gli sgravi fiscali per le ristrutturazioni a favore degli incapienti con i soldi dei risparmi privati in mano alla Cassa Depositi e Prestiti (e quindi succhiandoli ai fondi pensione) e impoverendo il Paese nel lungo periodo a favore di misure d'emergenza che ormai sostengono interi mercati i quali non possono più farne a meno;
Mentre l'amministratore delegato dell'Unità, giornale storico della sinistra italiana, rifondato con finanziamenti pubblici e l'intervento di un imprenditore edile molto vicino al PD, viene arrestato per bancarotta fraudolenta "seriale";
Mentre tutto questo accade solo in questi giorni, soltanto oggi ho letto queste notizie, che sono una piccola parte della lunga lista di assurdità che circolano da anni, mi chiedo come possa essere sostenibile una tale sequela di follie e come si possa tollerarle.
Sembra che Matteo Renzi sia l'imbonitore, il prestigiatore che distoglie l'attenzione della folla mentre persone scelte a caso si occupano di attività che non sanno gestire e con il fine ultimo di distrarre denaro dalle casse pubbliche per "salvare il salvabile" prima che il sistema Italia fallisca o sia costretto a diventare trasparente.
Io vedo un'orda di ratti che saccheggiano la dispensa mentre il gatto, d'accordo con loro, fa le fusa al padrone e mi chiedo quale padrone possa essere così stupido da fidarsi del proprio gatto.
Forse in fondo non siamo altro che un Pinocchio qualunque, un burattino di legno tonto e ingenuo senza capacità di discernimento, asini senza controllo nell'attesa di venire mangiati dalla balena, ma senza possibilità di lieto fine.
Mentre negli USA il candidato presidente (Trump) inneggia allo spionaggio internazionale affinché il Governo russo rubi i documenti della sua avversaria politica;
Mentre il Parlamento italiano è paralizzato in una riforma elettorale senza senso e senza numeri che porterà ad un referendum e per cui ogni risultato sarà una sconfitta, perché diciamocelo, se a novembre vince il sì e passa questa riforma elettorale i prossimi parlamenti saranno una barzelletta, ma se non passa continueranno ad essere una disperazione;
Mentre il Governo si appresta a finanziare gli sgravi fiscali per le ristrutturazioni a favore degli incapienti con i soldi dei risparmi privati in mano alla Cassa Depositi e Prestiti (e quindi succhiandoli ai fondi pensione) e impoverendo il Paese nel lungo periodo a favore di misure d'emergenza che ormai sostengono interi mercati i quali non possono più farne a meno;
Mentre l'amministratore delegato dell'Unità, giornale storico della sinistra italiana, rifondato con finanziamenti pubblici e l'intervento di un imprenditore edile molto vicino al PD, viene arrestato per bancarotta fraudolenta "seriale";
Mentre tutto questo accade solo in questi giorni, soltanto oggi ho letto queste notizie, che sono una piccola parte della lunga lista di assurdità che circolano da anni, mi chiedo come possa essere sostenibile una tale sequela di follie e come si possa tollerarle.
Sembra che Matteo Renzi sia l'imbonitore, il prestigiatore che distoglie l'attenzione della folla mentre persone scelte a caso si occupano di attività che non sanno gestire e con il fine ultimo di distrarre denaro dalle casse pubbliche per "salvare il salvabile" prima che il sistema Italia fallisca o sia costretto a diventare trasparente.
Io vedo un'orda di ratti che saccheggiano la dispensa mentre il gatto, d'accordo con loro, fa le fusa al padrone e mi chiedo quale padrone possa essere così stupido da fidarsi del proprio gatto.
Forse in fondo non siamo altro che un Pinocchio qualunque, un burattino di legno tonto e ingenuo senza capacità di discernimento, asini senza controllo nell'attesa di venire mangiati dalla balena, ma senza possibilità di lieto fine.
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