venerdì 26 maggio 2017

La vie est Belle

Mi sono innamorato ancora; perdutamente.
Mi sono innamorato di due occhi blu, come il mare, blu come il mare di Liguria durante un'ondata di tramontana, blu come le profondità rocciose dell'arida costa ligure.
Sei arrivata e subito sei apparsa come il completamento di un insieme, tessera mancante di quel puzzle che la vita raramente permette di completare. E mentre tua sorella guarda la luna tu sorridi al sole, mentre lei fa i capricci tu sorridi festosa, mentre i suoi occhi neri raccontano la gioia della vita che cresce i tuoi occhi blu, blu come il mare, raccontano la gioia della vita che sboccia.
Vi vedo abbracciate, felici e sorridenti e capisco che insieme completate una forma, non una semplice forma geometrica, ma un frattale complicatissimo fatto di pensieri, parole, amore, gioia e colori. E in quei colori c'è il tuo blu, blu come il mare, e il tuo sorriso che sempre scalderà il mio cuore anche nei momenti più bui.
Siamo tutti intorno a te, mentre tua sorella ti prende la mano e già sa che per te traccerà la strada così che tu possa correre senza fermarti mai. Ci siamo noi, ma tu con quegli occhi blu, blu come il mare, non sei ultima, bensì una.
Sei quella tessera del puzzle che ancora mancava, quella tessera blu, blu come il mare, che completa ciò che un tempo nessuno avrebbe mai immaginato potesse esistere. Sei tu, con i tuoi sorrisi inaspettati e le tu facce stupite, a dare un senso nuovo alle nostre vite e a regalarci una dimensione spirituale che neppure immaginavo di poter avere.
Grazie d'essere venuta tra noi perché le nostre vite ora sono infinite.
Grazie perché la vita è bella, life is beautiful e la vie est belle, anzi, la vie est Isabelle.

domenica 26 marzo 2017

Alla disperata ricerca di un motivo per restare

... non faccio che trovare motivi per andarmene.

Questa è la crudele situazione di un quasi expat che deve partire.

Crudele perché in fondo nessuno di noi, per quanto triste appaia, vorrebbe lasciare il luogo della propria infanzia. Ancora di più se è una città come Genova, che ha degli emigranti un ricordo vivido e recente.

Ma se ghe penso, dice la canzone di Mario Cappello

E io che parto quasi un secolo dopo non posso che ricordarne le parole, impresse nella mente come un inno nazionale e ricordare la nostalgia che avrò quando sarò lontano, nel tempo e nello spazio dalla mia terra.

Eppure non posso restare, un vagito mi ricorda che il futuro non è mio.

E ascolto Creûza de mä di Fabrizio De Andrè e mi commuovo, come mai ho fatto prima, perché in fondo il ricordo di una bambina saltellante du una mattonata rossa, mai mi è parso così definitivo.

E penso alla Genova degli anni sessanta, al porto, all'economia marittima, vestigia di un passato imponente in cui i Genovesi dominavano i commerci e il mare.

Penso alla Genova del diciottesimo secolo e alla sua grande intraprendenza finanziaria

Penso a tutto quello che è stato e poi guardo il mondo di oggi.

Sul ciglio della quarta rivoluzione industriale, il mondo si organizza per rivoluzionare tutti i paradigmi socio-culturali, per abbandonare quell'idea di Stato che il Rinascimento ci ha regalato, per abbandonare la civiltà delle nazioni e portarci in un sistema interconnesso di relazioni orizzontali, un'infinita interazione peer to peer, dove ogni aspetto della società sarà diverso da quelle gerarchie formali che hanno costellato la storia dell'uomo dagli albori.

E' l'era delle macchine, della loro intelligenza artificiale, che non appare diversa dalla nostra intelligenza naturale, se non nel potenziale infinito e nella loro infinita capacità di relazione.

Dove l'uomo ha fallito, riusciranno le macchine, dove l'individuo cicala ha consumato le proprie risorse, le macchine formica porranno le basi per un futuro sostenibile.

E mi ritrovo su una scogliera, dinnanzi al Golfo di Genova, ad osservare un futuro remoto e visionario in cerca di segnali nel presente.

Nulla di tutto questo esiste nella mia città.

In questa Genova in cui la gente insiste a voler mandare fax, in cui i documenti ufficiali vengono stampati su fogli enormi da stampanti ad aghi dell'altro secolo, in una città le cui infrastrutture sono vecchie e logore, dove la mobilità è un lusso per quei pochi che potevano permettersi un'automobile nei primi anni del novecento;
In una Italia in cui quasi nessuno parla adeguatamente una lingua straniera, anche se in un'Europa in cui una buona parte degli abitanti ne parla due, in una nazione che pensa al proprio futuro nel manifatturiero e non ha capito che le macchine non hanno bisogno di oggetti totemici come ne ha bisogno l'uomo e men che meno hanno bisogno di un dio o della politica.

In questo contesto culturale, guardo il mare, il mio mare, e cerco un motivo per restare, trovando soltanto una folla di motivi per andarmene.

Tornerò ancora, a vedere Boccadasse credendo che lì ci sia la mia creûza de mä,
Tornerò per andare a Righi a guardare la città dall'alto e a ritrovare con lo sguardo tutto ciò che mi è stato più caro,
Tornerò...
Ma è veramente giunto il momento di andare e scrivere un futuro che sia all'altezza dell'amore che provo per la mia famiglia.

domenica 19 marzo 2017

Xenofobi multiculturali

... ovvero siamo tutti figli dell'ignoranza e orfani dell'ugualmente diverso.
Ho recentemente visto la foto di un locale di S.Francisco, California.
C'era un cartello con scritto "open" (aperto) in lingua inglese e sotto la stessa scritta in cinese. Eppure la California è una ex-colonia spagnola, diventata poi parte del Messico, resasi indipendente è poi entrata negli Stati Uniti d'America nel 1850.
Ancora oggi una grande parte della popolazione parla spagnolo, senza contare poi che è stata colonizzata, nella seconda metà del XIX secolo da Europei e che oggi, grazie all'economia trainante della Silicon Valley è una delle regioni mondiali con la più alta mescolanza di culture.

Eppure la California ha un presidente federale xenofobo, recentemente eletto dalla quasi maggioranza (perché in america funziona così) della popolazione.

E cosa c'entra l'ignoranza?

Forse c'entra perché, come in California, l'Italia e l'Europa sono state "assemblate" alla stessa maniera.
Forse che il Piemonte sabaudo fosse Italia prima del 1861?
Forse che la Spagna non ha vissuto in bilico tra Cristianesimo e Islam per secoli?
Forse che nel 1850 a Milano non si combattevano gli Austro-ungarici che poi hanno perso la prima guerra mondiale e da stato pan-europeo sono diventati due piccoli staterelli mittleuropei?
Forse che Il Centro Italia non era diviso tra Stato pontificio, Granducato di Toscana (filo Asburgico), Regno Borbonico fino al 1870?

Ma cosa c'entra la politica con la migrazione dei popoli?

Già, perché i Barbari che invasero l'Italia romana non erano gente?
Già, perché i Romani invasi dai Barbari erano tutti nati a Roma e non venivano da tutte le parti dell'Impero?
Già, perché i Francesi e gli Austriaci che hanno dominato l'Italia nel periodo risorgimentale non portavano valori e popolazioni dai loro territori?
Credete davvero che tutta questa gente se ne sia andata lasciando intatta la "purezza razziale" degli Italiani che non sarebbero esistiti per secoli a venire?
Voi che avete qualche parente straniero, uno zio d'America, un cugino figlio di emigranti italiani che a loro volta hanno arricchito di italianità la cultura ospitante.

Quando mangiate la "pizza americana" in qualche catena o le "tagliatelle alla Alfredo", o quando mangiate un "hambuger di chianina", oppure l'insalata russa che (in Francia chiamano "piemontese") non pensate mai che tutto questo esiste proprio perché in ogni momento storico c'è stata interazione sociale tra popoli e culture diverse?

Beh, spero che questo post possa stimolare la riflessione e magari una visione più ampia delle dinamiche sociali e delle opportunità che la contaminazione culturale offre.
Oppure possiamo solo pensare al quotidiano e a lasciare in mezzo alla strada chi cerca di migliorare la propria condizione.

Perché in fondo se al loro paese c'è la fame, sono solo fatti loro, possono sempre emigrare in America come fecero i nostri zii.
I nostri avi non andavano mica sui barconi stracarichi e in ristrettezze economiche (vedi foto)
 
Là sì che c'è posto per tutti, mica come qui che siamo troppo impegnati a rinnegare l'essenza stessa della storia europea.
Perché l'ignoranza alla base della xenofobia sta tutta qui, nel pensare di essere puri e soprattutto migliori di qualcuno che in fondo non è niente altro che ugualmente diverso da noi.

lunedì 16 gennaio 2017

La madre dei Cre...tesi è sempre incinta

... parafrasando un noto modo di dire.

Ora oltre ai Cretesi, gli Italiani, i Turchi e gli Americani abbiamo i cittadini del Regno di Gaia.

Lo so perché recentemente è stato rimandato in Italia un cittadino italiano che all'aeroporto di Bucarest ha mostrato un passaporto dell'autoproclamato Regno di Gaia e si è qualificato come discendente del Regno di Tiamat.
Non è stato neppure contestato alcun reato poiché "il documento è così farlocco che il falso non è contestabile: reato impossibile. Perché il passaporto mondiale di un «discendente del Regno Tiamat» non può essere nemmeno la copia artigianale di un documento vero".

Da una breve ricerca è emersa una pagina Facebook che riporta una citazione:
"Meno umani, più Natura" attribuita da loro alla signora Estinzione,
nonché un altro articolo del 2014 quando pare lo stesso sardo si rese colpevole di guidare un veicolo con targa non idonea, sempre del Regno di Gaia.

Tralasciamo il fatto che percoli ignoranza da ogni parola, e soffermiamoci sulla stupidità.

La stupidità (vedi titolo) è una dote di larga diffusione e in continua espansione.
E' proporzionale al numero degli individui e quindi ahimé incontenibile.

E' vero che ogni nazione sia nata prima dall'idea di qualcuno, ma anche che questo qualcuno abbia vissuto e prosperato prima in uno stato reale e noto ai più.
Questi signori sostengono una realtà alternativa in cui tutto quello che conosciamo noi è privo di valore e per contestarlo partono, guarda caso, dal ripudiare multe e pagamenti.

Mica contestano la legittimità della sovranità sabauda da cui discende la Repubblica, contestano e basta, considerandosi dei prescelti a cui tutto è concesso.

Non era meglio quando invece degli stati si inventavano religioni?
Passi per la rivoluzione francese o bolscevica, che in fondo partivano da un sistema e cercavano di migliorarlo;
Passi la diaspora degli ebrei o la rivoluzione di Maometto;
Passino anche leghisti e grillini perché in fondo abbaiano ma non mordono;

Ma non passa il Regno di Gaia, che contesta l'esistenza di quello che serve a loro per contestarne l'esistenza. Parlano la lingua di uno stato che non esiste, usano documenti simili a quella degli stati che non esistono, ripudiano le persone attraverso le persone in favore della natura.
Dicono di voler estinguere la popolazione e di voler tornare nei boschi, e lo fanno su Facebook.

Ma allora perché non farlo direttamente?

Insomma, siamo al solito paradosso per cui si spaccia per ovvia una contraddizione così estrema da non venire rilevata dai più.
Dio è onnipotente, ma tu hai libero arbitrio;
Se ti privi di ogni volontà in vita, potrai avere ogni cosa che vuoi in paradiso (grazie, ormai non voglio più niente);
Se andiamo nei boschi e ci estinguiamo staremo meglio.

E intanto tra una verità "tautologica" incontestata e l'altra passa una richiesta di denaro, sia chiaro una erogazione liberale per la causa, tutto pulito, ve lo certifica direttamente quello che prende il vostro denaro
"Il Regno Sovrano di Gaia non ha abbandonato i suoi sostenitori.
I recenti avvenimenti in politica interna ed internazionale, oltre agli importantissimi cambiamenti della nostra società che giornalmente tempestano le pagine di attualità ed i servizi di informazione, ci hanno portato ad attivarci per la formulazione di nuove proposte di legge volte a garantire i diritti per cui combattiamo ed a raggiungere i nostri obiettivi storici.
Abbiamo ricevuto numerosissime e-mail e lettere nella nostra sede amministrativa e tutte chiedevano a gran voce come sostenerci localmente.
Abbiamo pertanto richiesto fondi utili alla promozione del nostro colore politico, affondando larga la mano nei fondi che voi stessi avete pagato con le vostre tasse per favorire la libertà nel nostro meraviglioso paese.
Probabilmente questo genererà un aumento delle imposte comunali in alcune regioni del Centro-Nord e del Sud Italia ma nulla sarà vano e porterà finalmente il governo ad ascoltare la nostra voce.
Per tale ragione, il Regno Sovrano di Gaia dice GRAZIE a tutti i suoi sostenitori e comunica che presto sarà possibile versare una offerta libera di importo pari o superiore agli €142,70 direttamente presso i patronati dei vostri rioni."
E nel frattempo, sempre per dare maggiore risalto al fatto che si voglia uscire dalla società,  ci candidiamo in politica.

Il mondo cambia, grazie a questi innovatori sociali con più risposte che domande.
Dieci anni fa avevamo il Movimento Cinque Stelle, fra dieci anni avremo il Regno di Gaia sulla terra.
E c'è sempre qualcuno pronto a parlare ai figli della madre dei Cre...tesi.

sabato 3 dicembre 2016

Per favore non studiate!

... mi rivolgo ai giovani.
 
Quando vi esorteranno a farvi una cultura, 
non date retta a chi lo farà.
 
 
Farsi una cultura è un'attività impegnativa che implica ore, mesi, anni di studio e di informazione, magari di permanenza scolastica, di studi universitari.
 
Tutta questa attività vi obbligherà a conoscere molte e diversificate nozioni, vi obbligherà ad usare il cervello per metterle in relazione e magari creare qualcosa di innovativo, qualcosa che talvolta potrebbe anche migliorare la vita degli altri.
 
Tanta cultura stimolerà la vostra saggezza, vi renderà più coscienti di ciò che siete, vi indurrà a studiare la filosofia e la psicologia nel tentativo di comprendere meglio l'origine e il fine del pensiero umano, vi renderà perfino consapevoli della vostra ignoranza.
 
Ma alla fine di tutta questa fatica, 
giunti in età avanzata, 
tirerete le somme per scoprire che l'unica cosa che realmente vi avrà dato la cosiddetta cultura, sarà la consapevolezza di quanto la gente sia ignorante e superficiale.
Scoprirete che tutta la vostra conquista interiore sarà raramente splendibile, che quasi nessuno comprenderà i meandri del vostro animo, come neppure le vostre sagge e argute parole.
 
Per favore, non approfondite, non studiate, non conoscete, non pensate
... fermatevi finché siete in tempo.