Che sulle prime può limitarsi a non essere uno specchio.
Approfondendo però la questione possiamo pensare di attribuire a "riflettere" anche il significato proprio dell'essere vivente.
Riflettere è pensare; pensare è esistere; esistere è essere; essere è vivere.
L'essere vivente riflette.
Riflettiamo mai però sulla qualità del pensiero? Ci soffermiamo a sufficienza sul tipo di pensieri che si generano? A dire la verità non ci soffermiamo a sufficienza su alcunché.
La qualità del pensiero è allora insufficiente, o casualmente sufficiente.
Ma un pensiero casuale può essere un pensiero di qualità? E' la casualità quello che desideriamo produrre?
Può la consapevolezza nascere dal caso.
Il caso.
Il caso nasce dal caos. Sarà casuale che siano anagrammi? Eppure anche l'ordine nasce dal caos, quindi anche dal caso.
In conclusione la situazione appare semplice.
La non riflessione che caoticamente genera il caso, può essere ordinata da un pensiero di qualità composto da un essere vivente, purché si utilizzi un chiaro e approfondito pensiero.
Appare quindi evidente che non è possibile non riflettere, l'uomo quindi non è che un inconsapevole specchio.
appunti semi-lucidi di un autore che, dopo essere stato geometra ed essersi ingraziato Platone, cerca operosamente una via di uscita dalla realtà.
domenica 14 luglio 2013
mercoledì 10 luglio 2013
Viralità
Vedo troppe persone intenzionate a divulgare la propria immagine di sé, convinti che coincida con quella sociale. Ambiziosi propinatori del proprio ego, più grande spesso della propria intelligenza.
Ed è forse questo il successo della società di massa, nella carenza assoluta di critica, di verifica e di accettazione di ciò che non sia diffuso.
Non si viene più scelti dai lettori, dagli interlocutori.
Ci si propone in maniera virarle, quasi ad essere diventati un'infezione sociale che non si può arrestare.
Si impone agli altri l'autocelebrazione virale di quello che pensiamo d'essere, e incredibilmente ci autoaffermiamo Dov'è finito il dialogo, la capacità interattiva scollegata dai contesti pubblici, la capacità di rapportarsi agli altri, di vincere e di perdere, ma soprattutto di mutare individualmente per sincronizzarsi con la società?
Non voglio essere virale, voglio essere piacevole, ma è dura esserlo quando è piacevole soltanto ciò che è virale.
domenica 7 luglio 2013
Osservare il Tempo
Aver passato la vita ad osservare la gente e scoprire poi di averla osservata attentamente non rallegra.
Così ti guardi intorno sperando che non ci sia nessuno. Nessuna di quelle persone così simili alle altre, così prevedibili e conformate, così adatte al contesto in cui si trovano, così adattate al contesto da diventare tappezzeria sociale.
Non resta che scriverne, raccontare e raccontargli quanto inutile sia l'affanno che regola le loro vite, quanto tutto si riassuma in una estenuante ricerca del Graal.
Fermo.
Adoro stare fermo a guardare il Tempo, ad acquisire consapevolezza dell'ignoranza, a comprendere che non ci sia nulla da fare che non sia già stato fatto, da dire che non sia già stato detto.
E' rassicurante sapere di poter essere adatto all'infinito, essere a mia volta tappezzeria di un contesto solo un po' più ampio di quelli in cui spendo parte del mio tempo.
E' rassicurante sapere di essere niente più di niente.
Così ti guardi intorno sperando che non ci sia nessuno. Nessuna di quelle persone così simili alle altre, così prevedibili e conformate, così adatte al contesto in cui si trovano, così adattate al contesto da diventare tappezzeria sociale.
Non resta che scriverne, raccontare e raccontargli quanto inutile sia l'affanno che regola le loro vite, quanto tutto si riassuma in una estenuante ricerca del Graal.
Fermo.
Adoro stare fermo a guardare il Tempo, ad acquisire consapevolezza dell'ignoranza, a comprendere che non ci sia nulla da fare che non sia già stato fatto, da dire che non sia già stato detto.
E' rassicurante sapere di poter essere adatto all'infinito, essere a mia volta tappezzeria di un contesto solo un po' più ampio di quelli in cui spendo parte del mio tempo.
E' rassicurante sapere di essere niente più di niente.
sabato 6 luglio 2013
il Male
Il Male è l'indifferenza.
Non si può guardare il mare al tramonto e non sentirsi emozionati. Se questo succede, se davvero riusciamo a non sorridere o a non commuoverci, beh, siamo il Male.
O almeno una piccola parte.
Siamo il Male quando indifferenti ignoriamo l'anziana caduta al suolo dinnanzi alla parrocchia, quando ignoriamo la richiesta di informazioni del passante, quando ignoriamo le norme più comuni dell'educazione civica.
Il Male è l'indifferenza dell'ignoranza.
Non si può pensare che non via sia differenza tra vivere in un posto pulito o nella sporcizia, tra vivere in maniera attiva e civile, piuttosto che vivere come parassiti, tra vivere tra le arti e la cultura o vivere nell'inedia.
Il Male è l'indifferente inedia dell'ignoranza.
Non si può vivere nell'attesa delle vacanze estive, del fine settimana fuori porta, del momento in cui non saremo chi siamo in tutti i giorni qualunque della nostra vita.
Noi siamo quelli che si svegliano ogni mattina.
Se ogni mattina, nello specchio, ciò che vedi è la tua immagine probabilmente non vedrai neppure la pochezza del tuo essere quotidianamente indifferente alla cultura e alla bellezza; ma se una mattina, nello specchio, non vedrai la tua immagine ma te per intero, beh, sappi che quello potrebbe essere il primo giorno della tua vita, quella in cui inedia, indifferenza e ignoranza saranno solo un triste ricordo di quando
Noi siamo quelli che si svegliano ogni mattina.
Se ogni mattina, nello specchio, ciò che vedi è la tua immagine probabilmente non vedrai neppure la pochezza del tuo essere quotidianamente indifferente alla cultura e alla bellezza; ma se una mattina, nello specchio, non vedrai la tua immagine ma te per intero, beh, sappi che quello potrebbe essere il primo giorno della tua vita, quella in cui inedia, indifferenza e ignoranza saranno solo un triste ricordo di quando
eravamo il Male.
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lunedì 1 luglio 2013
Morte della pop art
Popular è diventato sinonimo di scadente e volgare.
Aver messo l'arte in mano alla massa, a questa società di massa che altro non è che un niente ammassato, non ha fatto altro che uccidere l'arte. E' morto il senso del bello, la ricerca dell'elemento originale, è diventato arte ciò che ordinariamente facciamo con un clic.
E' arte aprire photoshop e togliere saturazione ad una foto.
E' arte fotografarsi davanti ad uno specchio per le vie di una qualsiasi città esotica, esotica peraltro semplicemente per questione di latitudine.
E' arte scrivere, magari copiare, aforismi sull'amore e sul passare delle stagioni.
E' arte tutto ciò che una volta era dell'artista.
Così oggi è artista colui che sa vivere senza farsi riconoscere, colui che non fa altro che pensare prima di agire, colui che è in grado di esistere senza la società.
Massa, una componente fisica tangibile, l'ostacolo stesso al cambiamento, l'ostacolo del pensiero, dell'individualità errante che crea il pensiero originale.
Non c'è arte nella massa.
Ora che la pop art muore, mi sento più leggero, mi libero dalla massa e apro la mente.
Aver messo l'arte in mano alla massa, a questa società di massa che altro non è che un niente ammassato, non ha fatto altro che uccidere l'arte. E' morto il senso del bello, la ricerca dell'elemento originale, è diventato arte ciò che ordinariamente facciamo con un clic.
E' arte aprire photoshop e togliere saturazione ad una foto.
E' arte fotografarsi davanti ad uno specchio per le vie di una qualsiasi città esotica, esotica peraltro semplicemente per questione di latitudine.
E' arte scrivere, magari copiare, aforismi sull'amore e sul passare delle stagioni.
E' arte tutto ciò che una volta era dell'artista.
Così oggi è artista colui che sa vivere senza farsi riconoscere, colui che non fa altro che pensare prima di agire, colui che è in grado di esistere senza la società.
Massa, una componente fisica tangibile, l'ostacolo stesso al cambiamento, l'ostacolo del pensiero, dell'individualità errante che crea il pensiero originale.
Non c'è arte nella massa.
Ora che la pop art muore, mi sento più leggero, mi libero dalla massa e apro la mente.
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