sabato 3 dicembre 2016

Per favore non studiate!

... mi rivolgo ai giovani.
 
Quando vi esorteranno a farvi una cultura, 
non date retta a chi lo farà.
 
 
Farsi una cultura è un'attività impegnativa che implica ore, mesi, anni di studio e di informazione, magari di permanenza scolastica, di studi universitari.
 
Tutta questa attività vi obbligherà a conoscere molte e diversificate nozioni, vi obbligherà ad usare il cervello per metterle in relazione e magari creare qualcosa di innovativo, qualcosa che talvolta potrebbe anche migliorare la vita degli altri.
 
Tanta cultura stimolerà la vostra saggezza, vi renderà più coscienti di ciò che siete, vi indurrà a studiare la filosofia e la psicologia nel tentativo di comprendere meglio l'origine e il fine del pensiero umano, vi renderà perfino consapevoli della vostra ignoranza.
 
Ma alla fine di tutta questa fatica, 
giunti in età avanzata, 
tirerete le somme per scoprire che l'unica cosa che realmente vi avrà dato la cosiddetta cultura, sarà la consapevolezza di quanto la gente sia ignorante e superficiale.
Scoprirete che tutta la vostra conquista interiore sarà raramente splendibile, che quasi nessuno comprenderà i meandri del vostro animo, come neppure le vostre sagge e argute parole.
 
Per favore, non approfondite, non studiate, non conoscete, non pensate
... fermatevi finché siete in tempo.

giovedì 29 settembre 2016

Il circo e il cambiamento impossibile

...mutatis mutandis dicevano i latini.

In un momento di trasformazione sociale mi è tornato alla mente un testo che scrissi il 21 febbraio 2012 e che ripubblico in calce a questo post.

Il mondo cambia e masse inermi non perfettamente pensanti si muovono alla ricerca di qualcosa che non conoscono e che neppure sanno come cercare. Seguono guide improvvisate e finiscono con l'intraprendere battaglie per gli altri, poiché non sanno fare le proprie.
Alla fin fine nel tentativo di cambiare il mondo, finiscono con l'arenarsi su aspetti marginali e secondari e a chiedersi al fine perché non sia successo nulla.

Alla ribalta c'è la vittoria elettoriale del M5S a Roma, un romanzo epico di tale forza da farmi pensare alla Raggi come una novella Odissea, o meglio una piccola Giasone alla ricerca del vello d'oro.

Penso a tutti i suoi sostenitori, molti dei quali inconsapevolmente fiduciosi,

Penso alla loro idea di cambiare il mondo partendo dal basso, come qualcuno che tenta di lavare via lo sporco immergendo i piedi in una pozza d'acqua limpida

E così ripenso a tutti quelli che si scagliano contro l'uso degli animali nel circo, nessuno dei quali si interroga sull'effettiva sanità del circo stesso.

Andare al circo mi rattrista.
Che riesca a ricordare, ci andai soltanto quando avevo già una certa età, sarò stato ventenne, unico vantaggio d'avere genitori egoisti e avari.
La maggior parte della gente si scaglia contro la prigionia degli animali, come se tenere un cane in casa non fosse paragonabile alla prigionia di animali da lavoro come sono quelli del circo.
A me rattrista la gente che lavora nel circo.
Persone che dedicano la loro vita al sacrificio per la gioia di pigri cittadini che neppure comprendono il significato della parola.
Chi lavora nel circo ha spesso respirato quell'aria fin dalla nascita, ha condiviso il destino e la fatica dei genitori, spesso senza avere o porsi scelta.
Il circense lavora alacremente sul proprio corpo per poter sviluppare le doti fisiche che ne faranno un fenomeno da baraccone. Che sia forte, elastico, ridicolo o autorevole, ogni circense non è che il prigioniero del destino che non ha quasi mai scelto.
Vestigia di una società tramontata, attualizzazione di un passato secolare che richiama gli antichi romani e l'arena. assistere agli spettacoli è così decadente, vederli saltare tra segatura, escrementi e finta allegria da pochi euro.
Fate qualcosa di buono per una piccola fetta di umanità; proibite il circo e non liberate gli animali, liberate i circensi.

Salvate i circensi, e salverete gli animali del circo.

mercoledì 27 luglio 2016

Pinocchio e le assurdità quotidiane

Mentre a Roma governano gli "onesti" (M5S) che però sembra siano collusi con l'imprenditoria locale, nello specifico vengono forniti dal PD informazioni circa la vicinanza di alcuni esponenti di rilievo del Movimento Cinque Stelle ad imprenditori del settore ambientale;

Mentre negli USA il candidato presidente (Trump) inneggia allo spionaggio internazionale affinché il Governo russo rubi i documenti della sua avversaria politica;

Mentre il Parlamento italiano è paralizzato in una riforma elettorale senza senso e senza numeri che porterà ad un referendum e per cui ogni risultato sarà una sconfitta, perché diciamocelo, se a novembre vince il sì e passa questa riforma elettorale i prossimi parlamenti saranno una barzelletta, ma se non passa continueranno ad essere una disperazione;

Mentre il Governo si appresta a finanziare gli sgravi fiscali per le ristrutturazioni a favore degli incapienti con i soldi dei risparmi privati in mano alla Cassa Depositi e Prestiti (e quindi succhiandoli ai fondi pensione) e impoverendo il Paese nel lungo periodo a favore di misure d'emergenza che ormai sostengono interi mercati i quali non possono più farne a meno;

Mentre l'amministratore delegato dell'Unità, giornale storico della sinistra italiana, rifondato con finanziamenti pubblici e l'intervento di un imprenditore edile molto vicino al PD, viene arrestato per bancarotta fraudolenta "seriale";


Mentre tutto questo accade solo in questi giorni, soltanto oggi ho letto queste notizie, che sono una piccola parte della lunga lista di assurdità che circolano da anni, mi chiedo come possa essere sostenibile una tale sequela di follie e come si possa tollerarle.

Sembra che Matteo Renzi sia l'imbonitore, il prestigiatore che distoglie l'attenzione della folla mentre persone scelte a caso si occupano di attività che non sanno gestire e con il fine ultimo di distrarre denaro dalle casse pubbliche per "salvare il salvabile" prima che il sistema Italia fallisca o sia costretto a diventare trasparente.

Io vedo un'orda di ratti che saccheggiano la dispensa mentre il gatto, d'accordo con loro, fa le fusa al padrone e mi chiedo quale padrone possa essere così stupido da fidarsi del proprio gatto.

Forse in fondo non siamo altro che un Pinocchio qualunque, un burattino di legno tonto e ingenuo senza capacità di discernimento, asini senza controllo nell'attesa di venire mangiati dalla balena, ma senza possibilità di lieto fine.

lunedì 11 luglio 2016

Riempire vite vuote con il vuoto delle vite

...ovvero farsi dei selfie e guardarli

Perché è incredibilmente ovvio che fotografare continuamente sé stessi e le proprie noiose attività, alla lunga dà dipendenza.

Ed è ovvio.

Perché se non fate altro che fotografare tutto quello che fate, finirete con il fotografare voi stessi che vi fotografate, ovvero non avrete altro nella vita che fotografarvi.

Un circolo vizioso di cui sarete l'unico socio

E non vi salverà neppure mettere tutto sui social network, è oltremodo assurdo pensare di poter interessare e coinvolgere gli altri con la propria faccia e la propria attività auto-fotografica, se anche gli altri saranno intenti a fotografare loro stessi.

Ciò che appare incredibilmente aulico per i fotografatori folli è che il consenso non si ottiene con una pedissequa attività "onanistica" individuale, bensì creando punti di unione e comunità di interesse con altri soggetti.
Comportandovi da perfetti idioti autoreferenziali finirete esclusivamente per annoiarvi, lamentarvi e finire con il cercare modelli di riferimento diversi da voi stessi

Da imitare.

In pratica mentre sarete convinti di comportarvi come animali Alpha e sarete invece animali Gamma, ovvero collocati in fondo all'alfabeto.


E' facile invece intuire che una vita invidiabile è quella che ha qualcosa da dare che non siano fotografie della propria faccia.

E' accattivante condividere azioni, attività, momenti della vita reale, non photoshop pigri diffusi in rete. Per riempire vite vuote servono atti diversi dalla routine noiosa in cui possiamo essere incastrati.

Spegnete il cellulare e accendete il cervello, vi assicuro che funziona.

lunedì 27 giugno 2016

Quanti contadini pensionati ha la Gran Bretagna?

... tutti contro tutti a colpi di referendum.

La situazione della Gran Bretagna è a dir poco esilarante!

Già perché dopo che i Britannici hanno votato all'ormai famigerato referendum sulla #brexit si scopre che la maggior parte dei Britons è contraria l'uscita dalla Unione Europea?

Com'è possibile?
How they did it?

E' davvero difficile immaginare che si possa abusare del consenso popolare, ma è successo. Nei decenni passati, nonostante ormai tutte le democrazie occidentali prevedano un istituto di questo tipo, ci si è sempre guardati bene dall'usarlo in materie così delicate e che riguardano l'economia interna, oppure in contesti ad alto rischio di incertezza.

Eppure la Gran Bretagna, in bilico nel suo equilibrio nazionale, anzi sovranazionale, ha osato troppo. O forse la stessa unione di stati rappresentati dalla complicatissima bandiera tricolore, chiamata appunto Union Jack, non è adatta a divenire parte di un'altra ulteriore unione di nazioni.
I rapporti commerciali che la Gran Bretagna intrattiene con alcune sue colonie, il Commonwealth delle Nazioni, sono già un problema per la creazione di una Unione Europea di stampo nazionalistico. Hanno bisogno di autonomia e al loro interno servono altre e differenti autonomie.

E così secondo il proprio ordinamento la Scozia, che gode di grande indipendenza all'interno della Gran Bretagna, decide di impugnare il trattato per mezzo del parlamento iniziando una guerra di carte bollate propria solo delle democrazie moderne.
Gli Scozzesi, pare intendano indire un nuovo referendum interno, sulla scorta dell'esito del precedente referendum, che porti a decidere se restare nella UE, una sorta di #scotsin e a questo punto uscire dall'unione britannica, magari portandosi via il blu dalla bandiera, e riuscire in quello che in fondo sognano da secoli,

Scacciare l'invasore inglese!

Nello stesso momento gli Irlandesi del Nord, che proprio britannici non si sono sentiti mai, stanno già chiedendo il passaporto per la Repubblica d'Irlanda, visto che i "cugini" con la guerra civile del 1922, si sono conquistati l'indipendenza ed elargito a tutti i nati sull'isola la possibilità di abbracciare la "patria celtica".

Tutti contro tutti insomma, gli Inglesi delle città contro quelli delle campagne, come se a votare ci fossero andati soltanto i contadini ultra-sessantacinquenni, che devono essere tantissimi, in un paese che conta oltre la città più popolosa d'Europa (Londra) altre città con milioni di abitanti.

E dall'altra parte della Manica, in continente, la cosa viene vissuta in maniera contrastante. Le borse cedono al panico, ministri che invitano a restare calmi e ad investire, leader populisti che sognano la secessione di tutti gli stati e la creazione di altri staterelli, sempre più piccoli, in un matrioska di stati che dia posto di lavoro a numerosi politici e anzi auspicabilmente ripristini le monarchie dinastiche così da garantire la permanenza al vertice delle famiglie nobiliari.
Potremmo cogliere l'occasione e ripristinare il vassallaggio, magari la parità con l'oro e perché no, il conio di monete locali comunali.

Siamo realisti, ma non nel senso storico di sostenitori del re, e rendiamoci conto che per tutta la storia dell'umanità la fusione delle civiltà è stato un percorso continuo e inevitabile, che in un modo o nell'altro il futuro è di chi si sa unire e lavorare insieme e mai di chi fa tutto da solo.
Il futuro è nell'unione, che ci piaccia o meno e ciò che esce dalla porta, rientra dalla finestra, come la Scozia.